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La storia di Federico Pagliara è un esempio concreto di come l’esperienza da student-athlete possa diventare il punto di partenza per una carriera internazionale.

In questa intervista racconta le scelte che hanno segnato il suo cammino, l’impatto dell’esperienza da student-athlete sulla sua mentalità e cosa significa oggi lavorare allo sviluppo globale di uno dei brand più importanti dello sport mondiale. Tra i primi pallavolisti di Sportlinx360 ad intraprendere l’avventura oltreoceano, ripercorre con noi le tappe che lo hanno portato dal college negli Stati Uniti ai massimi livelli della sport industry.

Cosa ti ha spinto a scegliere gli USA per iniziare il tuo percorso da student-athlete e cosa ti ha insegnato l’esperienza al Barton College?

“Sin da piccolo la mia motivazione è sempre stata una: mettermi in gioco e dimostrare che il mio percorso non fosse già scritto. Essere uno student-athlete mi ha insegnato fin da subito il valore della responsabilità, della disciplina e dell’appartenenza a una community d’élite. È un’esperienza che ti forma come atleta, ma soprattutto come persona, e ti prepara ad affrontare il mondo con un approccio professionale ogni giorno.”

Dopo il tuo primo percorso negli Stati Uniti sei passato dal Regno Unito e poi dall’Italia, costruendo un profilo sempre più internazionale. Che tipo di esperienza è stata?

“Dopo il college mi sono trovato davanti a una scelta: tornare a Catania per giocare in Serie A2 oppure continuare il mio percorso accademico e umano all’estero, investendo sul futuro oltre il campo. È stata una decisione difficile, perché da bambino sognavo di indossare la maglia della squadra della mia città, ma ho scelto di guardare più lontano. Trasferirmi a Newcastle si è rivelata una svolta fondamentale della mia vita.  Non solo ho conosciuto quella che oggi è mia moglie, ma ho intrapreso un percorso di crescita professionale che mi ha portato a lavorare in contesti internazionali, rientrare in Italia, fare esperienza in grandi realtà come RCS e, infine, fondare una boutique di sport consulting.”

“Viaggiare e confrontarmi con mercati e culture diverse mi ha insegnato che l’innovazione nasce spesso dall’apertura mentale e dalla capacità di adattarsi.”

Oggi sei VP of Global Partnership Sales dei Milwaukee Bucks: cosa significa per te lavorare sullo sviluppo globale di un brand NBA?

“Entrare nel mondo della NBA è stata una grande soddisfazione, ma non la considero un punto di arrivo. È solo l’inizio. C’è ancora tantissimo da costruire, e da italiano sono molto contento di rappresentare la mia terra anche qua. Il valore delle esperienze passate diventa evidente solo quando capisci quanto ti aiutino ad affrontare le sfide future con maggiore consapevolezza.

C’è ancora tantissimo da costruire, e da italiano sono molto contento di rappresentare la mia terra anche qua. Il valore delle esperienze passate diventa evidente solo quando capisci quanto ti aiutino ad affrontare le sfide future con maggiore consapevolezza.

E mi reputo una persona fortunata ad avere avuto leaders e mentors che mi hanno permesso di sbagliare e mettermi alla prova per crescere.”

Quanto è stato importante il college negli USA per la tua carriera e per le scelte che hai fatto dopo?

“Il college ha avuto un ruolo centrale nel plasmare la mia mentalità: mi ha insegnato che nella sport industry non esistono confini geografici per chi ha visione, determinazione e voglia di lavorare. Oggi so che si può davvero fare la differenza, ovunque ci si trovi, se si è disposti a uscire dalla propria zona di comfort e a credere nel proprio percorso.”