La testimonianza di Cristian e Paola, genitori di Alessia Couchond, student-athlete alla University of the Pacific.


C’è un momento, per ogni genitore di un ragazzo o una ragazza che parte per giocare e studiare negli Stati Uniti, che resta impresso più di tutti gli altri: quello dei saluti al gate dell’aeroporto. Jesica, fondatrice di Sportlinx360, lo ha descritto con una frase che è diventata quasi un manifesto per le famiglie della nostra community: “accompagnarli al gate e lasciarli volare”. Un gesto semplice, e allo stesso tempo uno dei più difficili che un genitore possa compiere.

Cristian e Paola lo sanno bene. Sono i genitori di Alessia, che da qualche anno vive a Stockton, in California, dove studia e gioca a pallavolo con la University of the Pacific. E la loro testimonianza racconta qualcosa che va oltre lo sport: racconta cosa significa, davvero, diventare genitori “a distanza” di una student-athlete.

“Avere una figlia che grazie a Sportlinx360 è diventata studente-atleta non è una fortuna solo per lei, ma anche per noi genitori!”, scrivono Cristian e Paola. Da quando Alessia si è trasferita in California, ogni loro visita è diventata occasione per un viaggio: “Abbiamo avuto occasione di andare a trovarla abbinando sempre dei road trip meravigliosi!”

Un viaggio che è anche una scoperta

Quest’estate, in occasione dei loro 25 anni di matrimonio, Cristian e Paola hanno deciso di trasformare la visita alla figlia in un vero e proprio secondo viaggio di nozze: cinque stati attraversati, da Denver a Salt Lake City, passando per Wyoming, South Dakota e Idaho. Un itinerario fatto di strade secondarie, paesini fuori dalle highway e inevitabilmente, appassionati di sport, tappe nei campus universitari incontrati lungo il cammino.


Ed è proprio da qui che nasce una delle riflessioni più belle del loro racconto: la scoperta che la cultura sportiva, negli Stati Uniti, non è un privilegio riservato alle grandi università. “Abbiamo capito e scoperto che la cultura sportiva è un DNA americano”, raccontano, “infatti anche visitando cittadine piccole o ‘normali’, abbiamo incontrato campus che lasciano senza fiato, sempre curati nei dettagli, puliti e a misura di studente!”

A Pocatello, in Idaho, sede della Idaho State University, sono rimasti colpiti dal Reed Gym, trovato aperto e illuminato a giorno anche a metà mattina: “una ragazza del basket stava facendo extra reps per migliorarsi… quasi come da noi… vuoi perfezionare un fondamentale? Vai e ti alleni, palestra aperta, luci come se fosse gameday! E parliamo di una piccola università dell’Idaho!!”

A Salt Lake City, invece, davanti al Jon M. Huntsman Center della University of Utah, l’emozione è stata ancora più forte: “Il Jon M. Huntsman Center da fuori sembra il preludio di una bella ma ‘normale’ palestra…e invece stavamo per svenire! Un catino rosso fuoco scavato dal piano strada, un ‘imbuto’ con al centro il campo di pallavolo… le immagini parlano più di ciò che potrei raccontare! Entrando per la prima volta al Forum di Assago non avevo avuto la stessa reazione!”


Pacific: il campus che è diventato casa

Il viaggio si chiude, come sempre, a Stockton. University of the Pacific, raccontano Cristian e Paola,  è “un bellissimo campus immerso nel verde e curato in ogni dettaglio, sembra di stare in un film” (non a caso, alcune scene di Indiana Jones e della serie HBO Rooster sono state girate proprio lì). Tutti gli impianti sportivi sono vicini tra loro, “così da creare un vero centro polisportivo”: waterpolo, nuoto, tennis, calcio, softball e lo Spanos Center, la casa del volley e del basket, che i genitori descrivono come “bellissimo stadio per volley e basket, molto grande e impattante”.

Quest’anno la “colonia italiana” del campus si è allargata: ad Alessia si è aggiunta Vanessa Zussino, un’altra studentessa-atleta seguita da Sportlinx360. E il racconto dei genitori si sofferma proprio su questo dettaglio, che forse per loro conta più di ogni palazzetto: “bello vedere lo spirito di supporto tra collegiali, con la Junior a fare da ‘chioccia’ alla Freshman accogliendola in aeroporto e aiutandola ad affrontare le prime settimane che sappiamo per esperienza essere sempre le più toste!”


Il prezzo e il valore del sogno americano

Non è un caso che Cristian e Paola scelgano di intitolare il loro racconto “Anche l’America sconosciuta è altrettanto emozionante”. Perché il percorso di una student-athlete negli Stati Uniti non è fatto solo di partite, borse di studio e campus da cartolina: è fatto anche di tutto ciò che i genitori imparano a scoprire, un viaggio alla volta, per restare vicini alle proprie figlie anche quando un intero oceano le separa.

“Accompagnarli al gate e lasciarli volare è un passaggio complicato”, scrivono Cristian e Paola richiamando le parole di Jesica, “ma osservando la crescita e la persona che sta diventando Alessia, ci riempie di orgoglio e non finiremo mai di ringraziare il Team Sportlinx360 per l’opportunità, consigliando a tutti di avvicinarsi a questo ‘mondo’ perché si può scoprire che l’America non è poi così lontana!”