L'esperienza di Klizia Costa tra calcio e studio

Venerdì, Maggio 1, 2020

“Direi che dopo questa esperienza negli Stati Uniti vorrei provare a trovare lavoro in ambito economico o comunque in un settore che si avvicini a quello degli studi che ho intrapreso. Mi piacerebbe moltissimo diventare responsabile o dirigente di una grande azienda internazionale in cui potrei unire le due cose che amo: utilizzare le lingue nel mio lavoro per poter interagire con persone di culture e luoghi differenti e allo stesso tempo applicare i concetti di business ed economia studiati finora.”.

Stavolta, per raccontare l’esperienza di uno dei nostri studenti – atleti siamo partiti dall’attualità, dalle sensazioni che il percorso effettuato negli Stati Uniti ha lasciato, dalle basi solide per entrare nel mondo del lavoro.

Abbiamo intervistato Klizia Costa,calciatrice e laureata in Business Administration a LindewoodUniversity, Illinois, che ha intrapreso questa avventura in USA in corso d’opera: “Dopo due anni di Università a Milano mi si è presentata l’opportunità di andare a studiare negli States e di poter allo stesso tempo giocare a calcio in un college americano. Sono partita nell’agosto 2017 e sono riuscita a laurearmi in 2 anni e mezzo ( a dicembre 2019). Di certo è stata un’esperienza unica che mi ha permesso di conoscere culture e persone da tutte le parti del mondo. Sono diventata amica con moltissime persone che provenivano da zone e paesi diversi come America del Sud,  Nuova Zelanda, Inghilterra, USA, Spagna e con cui mi sento ancora adesso. L’esperienza in sé ha migliorato ovviamente la conoscenza di due lingue come l’inglese e lo spagnolo, anche attraverso il confronto quotidiano con culture e abitudini completamente diverse dalle mie. Sono cambiata e spero migliorata come persona, aprendo la mia mente, cercando di avere una visione più ampia delle cose. Spesso ci ritrovavamo con i miei compagni di studio o di calcio a fare lunghe discussioni sui temi più svariati. A quel punto ti rendi conto che la tua opinione non è l’unica, non è la sola esatta ed inizi pian piano, attraverso anche questi momenti, a crescere, maturare e appunto migliorare.”

Un’esperienza che ti pone davanti a molte sfide e ti proietta in un mondo diverso rispetto a quello italiano anche a livello accademico: “In America molto dello studio e dell’apprendimento si basa su ricerche e progetti pratici, piuttosto che a livello teorico, elemento molto presente in Italia. Negli States mi è capitato molte volte che un professore, dopo aver spiegato un concetto o una nozione, creasse un gruppo nella classe con il compito di effettuare una ricerca o un progetto pratico per vedere come applicare quel concetto imparato nel mondo reale. E’ qualcosa che ho trovato decisamente utile e che credo mi possa aiutare nel mondo del lavoro. Studiando in questo modo, tra teoria e pratica, il livello di adattamento al mondo del lavoro è più semplice. È una metodologia che ho apprezzato molto nel sistema accademico americano.”

Differenze anche dal lato sportivo: “Non solo a livello accademico, ma anche a livello calcistico USA e Italia sono completamente agli antipodi. Negli States gli allenamenti sono molto più fisici rispetto al nostro paese. Nel college per la preparazione pre-campionato ci si allena per tre settimane tre volte al giorno con allenamenti che spaziano dal toccare il pallone, alla palestra e ai vari test di resistenza. Anche il calendario calcistico è molto diverso: la stagione dura solamente un paio di mesi con 3 partite a settimana e, una volta arrivato l’inverno, non si gioca più fino ad aprile. Ho trovato un calcio meno tattico e principalmente orientato al gioco offensivo. Anche l’aspetto sportivo mi ha aiutato a crescere non solo come atleta, ma anche come persona. Arrivare qui e fare questo genere di esperienza è un qualcosa di unico. Devo ringraziare tutto lo staff di Sportlinx360 che mi ha aiutato nelle pratiche burocratiche iniziali, nella scelta del College seguendomi in tutto il mio percorso.”

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