Il sogno sportivo di Matteo Polimeno

Lunedì, Febbraio 26, 2018

Matteo Polimeno classe 1992, è uno student-athlete che nel 2014 ha intrapreso la sua carriera sportiva ed accademica negli Stati Uniti, lasciando il mondo prettamente universitario che aveva iniziato in Italia poco prima e che lo stava portando lontano dalla pratica del suo sport preferito: il basket.

Matteo si trova ancora negli States, dove frequenta un master alla San Diego State University (California), e questo è un breve racconto della sua Sportlinx360 experience.

 

Che cosa ti ha portato alla decisione di diventare uno student-athlete in un college americano? 

Sognavo di giocare al college sin da quando ero piccolo.
Per me lo sport, ed il basket in particolare, ha sempre rappresentato qualcosa di più di un semplice divertimento o svago, è sempre stata una parte fondamentale della mia vita e del mio percorso di crescita come individuo. Se avessi avuto le idee più chiare una volta terminato il liceo, sarei partito subito per gli States. Invece, decisi di lasciar perdere e di dedicarmi allo studio. Fu un errore gravissimo... Così, dopo il primo anno di università in Italia, decisi di cambiare corso di studi e parlai ai miei genitori della possibilità di andare all’estero a studiare, con la condizione che avrei però continuato a giocare a basket. Gli Stati Uniti erano quindi la scelta naturale. Sono ancora oggi, di fatto, l’unico Paese al mondo che ti consente di competere a buoni livelli nello sport ed allo stesso tempo di conseguire una laurea. 

 

A livello sportivo hai trovato grandi differenze rispetto all’Italia? 

Notte e giorno. Lo sport in America si svolge tutto dentro le scuole e questo, in generale, mi piace molto. Gli allenatori negli USA si concentrano molto sul livello tecnico e fisico, almeno per la mia esperienza: quindi, nel basket, tanti fondamentali e tanti pesi, mentre in Italia, sin da piccoli c’è molta più attenzione sulla tattica, e spesso si tralasciano troppo i fondamentali ormai. Chiaramente, gli USA possono contare su un bacino di utenza gigantesco ed il basket è il secondo sport più popolare dopo il football, quindi questo consente loro di investire anche tempo e risorse nello sviluppo dello sport stesso.

 

Che cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Ho avuto modo di conoscere ragazzi e ragazze provenienti da tutte le parti del mondo e non si può sottostimare quanto questo “semplice” fatto abbia contribuito ad arricchirmi moltissimo. Ho anche avuto modo di esplorare uno stato, ed in generale una parte degli USA, il North Carolina, che difficilmente avrei visitato altrimenti. Ho giocato con e contro ottimi giocatori ed ho avuto modo di conoscere un tipo di basket diverso da quello tipicamente italiano ed europeo. 

Di sicuro porterò dentro le amicizie fatte con i miei compagni di squadra e di classe, gli allenamenti alle 6 del mattino dopo le due ore di sonno la notte precedente, le conversazioni di politica con alcuni professori, le notti insonni passate a volte a studiare per esami altre volte trascorse a ridere, raccontare aneddoti e guardare la tv con il mio compagno di stanza. Indimenticabili.
Sono contento della scelta che ho fatto e sarò per sempre riconoscente a Sportlinx360 per tutto l’aiuto che mi ha dato: nulla di ciò sarebbe stato possibile senza loro.